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Studio delle vocazionalità colturali della Sardegna: presentato il progetto Sardinia Lands

Olivo, mandorlo, agrumi e vite sono tra le colture di riferimento per l’agricoltura regionale. Le vocazionalità delle aree di NurraArzana-LoceriMuraveraPula-Capoterra sono l’oggetto di studio del progetto Sardinia Lands, portato avanti da Agris CRS4, con la collaborazione dell’Arpas, e presentato questa mattina a Cagliari.

Per individuare le migliori caratteristiche dei terreni e definire una metodologia per scegliere quale coltura vi si adatta meglio, sono state utilizzate tecnologie aerospaziali e di rilevamento di prossimità. Nello specifico,  le attività hanno riguardato l’analisi geo-spaziale del territorio attraverso la combinazione di dati pedologici e bioclimatici. In parallelo, è stata effettuata un’analisi di casi studio per la validazione degli indici ottenuti dall’elaborazione dei dati provenienti dai diversi strumenti, tra cui sensori multispettrali e termici. Sulle quattro macro-aree individuate sono state compiute oltre 24 rilevazioni satellitari e 30 con l’utilizzo dei droni, in 8 aziende agricole coinvolte nel progetto.

I dati acquisiti ed elaborati sono stati integrati nella piattaforma Sardinia Lands, sviluppata nell’ambito del progetto. La piattaforma offre supporto alle decisioni per una pianificazione strutturata del territorio, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare gli agrosistemi locali, tenendo conto dei cambiamenti climatici in corso. Per lo sviluppo della piattaforma Sardinia Lands è stato utilizzato un modello multicriteriale basato su un set di strumenti (mappe di capacità d’uso del suolo, analisi di dati satellitari, dati storici climatici, bioclimatici e agronomici) che consente di rappresentare la vocazionalità agricola su ampia scala.

Il team del CRS4 coinvolto nel progetto è composto da: Eva Lorrai, Laura Muscas, Roberto Demontis, Davide Muroni e Carlino Casari

Il progetto è stato finanziato nell’ambito della Legge Regionale 7 agosto 2007, n.7 “Promozione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica in Sardegna”

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